La città di Altavilla Milicia, in provincia di Palermo, è stata sconvolta nella notte dell’11 febbraio da un plurimo omicidio: un uomo ha ucciso la moglie e due dei suoi tre figli: Emanuel, di 5 anni, e Kevin di 16 anni.
Giovanni Barreca avrebbe torturato per ore le sue vittime con pinze e phon roventi, catene e cavi elettrici. Dalle indagini è emerso anche il coinvolgimento della figlia maggiore e di una coppia di amici, i quali, in base a quanto dichiarato, avrebbero spinto l’assassino a compiere il gesto, oltre ad aver partecipato attivamente al massacro.
Le prime indagini sul caso hanno da subito fatto riferimento a una particolare connessione di Barreca con delle sette religiose. L’uomo ha infatti dichiarato di aver operato per “liberare la propria famiglia dai demoni”, poiché da tempo “c’era il demonio in casa”.

La figlia 17enne, attivamente coinvolta nell’omicidio della madre e dei fratelli, è stata arrestata due giorni dopo, e le sue dichiarazioni sembrano coincidere con quelle del padre: si parla di “demoni in casa” che da tempo tormentavano la famiglia, e dai quali si volevano liberare.
In un primo momento la giovane ha dichiarato di aver assistito come sola spettatrice, per poi chiarire la sua attiva partecipazione.
Il fratello maggiore, tra il 4 e l’8 febbraio, inviò svariati messaggi ad un amico, i quali hanno permesso agli investigatori di ricostruire la connessione dei riti di purificazione con il delitto. Nei messaggi si faceva riferimento a dei “fratelli di Dio” che avrebbero liberato la madre e il fratello da demoni maligni, di cui però anch’egli è rimasto vittima.
Barreca pareva essere seguace della Chiesa Evangelica, dati i suoi frequenti riferimenti sui social a Roberto Amatulli, noto come pastore evangelico ed esorcista. Restano perciò numerosi gli interrogativi sulla vicenda, per la quale seguiranno le indagini e gli interrogatori.
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